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A 160 MINUTI DI MACCHINA.

"Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se' stessi senza meravigliarsi. "

Sant'Agostino

13 gennaio 2020 14:50


Ci siamo! Finalmente abbiamo scelto la meta e siamo carichi per partire, così ci buttiamo subito alla ricerca delle migliori spiagge su cui stenderci, delle acque più belle in cui nuotare, ci informiamo sugli animali da fotografare e sui piatti tipici da assaggiare. ... ma chi c'è dietro a tutto questo?


Week end in Abruzzo.

Ospite d'onore: le persone.


In seguito ad una stagione estiva abbastanza serrata in riviera romagnola, il mio moroso ed io abbiamo ben pensato di ritagliarci un paio di giorni. Adesso é talmente facile viaggiare oltre oceano, cambiando vestiti, moneta, persino lingua, che tutti presi dal voler visitare il resto del mondo, ci scordiamo di cercare di conoscere meglio casa. (Io in primis.)

Ed é così che alle porte dell'autunno, il 17 ottobre, partiamo con tutta calma alla scoperta del cordiale Abruzzo, qui nella nostra Italia.

Scendiamo lungo la costa adriatica e con neanche tre orette di macchina giungiamo alla luminosa Pescara. Una passeggiata sul lungomare per prender confidenza con il posto e giá la silhouette della cittadina e la luce calda del pomeriggio ci avvolgono nel loro benvenuto. Tempo di un aperitivo e ci si presenta un localino accogliente, con un bel connubio tra gentilezza nel servizio e uso di prodotti tipici locali ad una cifra piú che ragionevole. Lo definirei come quel posto amichevole vicino a casa, quello dove entri e conosci tutti e ti prendi il giornale e ti accomodi che tanto il barista già lo sa che cosa vuoi bere. Ecco, quella familiarità lì, a Pescara, per noi si chiama Lamaje'. Per sentirsi belli e comodi come a casa manca giusto un divanetto lì sul fianco, ma allora lí, diciamocelo, chi si sarebbe mosso più.











In alto, ristorante "Lamaje' ", a sinistra vino tipico e taglierino con prodotti locali.







Per cena decidiamo di avvicinarci alla zona di Termoli, dove soggiorneremo poi per tutta la vacanza. Qui, grazie ad una bella mano da internet, troviamo un agriturismo dove abbracciare finalmente l'Abruzzo con il nostro cuore e il nostro stomaco. La Masseria Scipioni ci conquista già dall'inizio, con un'anziana signora che ci lavora, una locale DOC, che per la cura con cui ci ha trattati per tutto il tempo, in questo blog si è meritata l'appellativo di "nonna". Beh dicevamo, nonna ci propone di lasciar fare a lei e di gustarci solamente la serata. Miei cari viaggiatori, se qualcuno vi accoglie "in casa sua" e vi chiede carta bianca, dite solo sí e lasciatevi stupire. Neanche a dirlo, é stata una cena magnifica. Antipasto misto di prodotti tipici locali con formaggio fritto, verdure e affettati che ancora assaporo, a seguire un primo fatto in casa a base di funghi raccolti freschi in giornata nelle zone limitrofe, e per concludere una bella grigliata mista a sostenere re e regina della serata: i tanto amati arrosticini. Vino rosso della casa in caraffa e bottiglia d'acqua da mini market a rendere il clima ancora più familiare. Il colpo di grazia lo da il servizio. Affascinati dai piatti dipinti a mano ci complimentiamo con la nonna, che tutta orgogliosa ci parla di Castelli, cittadina famosa in tutta Italia (?) per le sue ceramiche dipinte a mano. Le chiacchiere continuano e tra domande grastronomiche e racconti sul territorio ci ritroviamo ad attardarci li. Nonna ci spiega come il terremoto li abbia colpiti e di come sia cambiato il turismo. Lei e il resto dello staff raccontano nostalgici delle persone che conoscevano, che ora non ci sono più. A quelle parole va tutta la nostra attenzione, alternata da minuti di tombale silenzio, a domande incalzanti di curiosità. Insomma, una serata davvero piena. Volete indovinare come finisce? Nonna ci riempie di avanzi da portar via, ci regala un piatto dipinto originale di Castelli e con un abbraccio ci augura la buona notte. Già. La cordialità e la premura di nonna creano un connubio perfetto con i sapori della terra Abruzzese, che già dalla prima sera ci conquista definitivamente.



In foto: il piatto che abbiamo elogiato per una sera intera. In primo piano delle buonissime tagliatelle ai funghi 😜.

Check in, una bevuta e la "stanchezza da relax" già si fa sentire. Primo ufficiale giorno di vacanza, partiamo carichi a sfidare il Gran Sasso, obbiettivo? La cima più alta a quota 2912 metri : CORNO GRANDE (lato occidentale). Suona impavido eh? Bello altisonante. Beh, pensate che la vista mozzafiato da lassù si espande su tutte le altre cime, sulla vetta orientale e su Corno piccolo, e poi ancora Campo Imperatore, città dell'Aquila e Pescara e via dicendo e nelle giornate più limpide si vede anche il nostro mare adriatico che bagna le coste della Croazia. Eggiá. Adesso scommetto che la visuale un pochino stiate cercando di immaginarla.. Io sto facendo lo stesso. Sì, perché a Corno Grande noi non ci siamo mai arrivati. "Un po' di salita, ma basta esser allenati normali dai" avevo letto. "Ah si io ci sono andato anno scorso, é un po' faticoso ma si fa benissimo eh", eh un corno. Ecco, queste scorrazzate in montagna se siete nuovi a farle, prendetele con le pinze e nel programma di giornata calcolatevi pure un'oretta di margine, soprattutto SE : siete appassionati di fotografia e sapete già che perderete 7 minuti a scattare la quasi stessa panoramica e lo farete per tutto il tragitto a intervalli di 20 minuti; SE soffrite di vertigini, di pressione bassa, di una qualsiasi cosa che al normale sottovalutate e vi trovate li che ansimate già per arrivare alle porte del sentiero e SE effettivamente non camminate mai in montagna, allora prendetevene anche due di ore di margine. Non perché non siate capaci o atletici abbastanza, ma perché davvero, ci si ferma talmente tante volte nelle prime esperienze di percorso, che arrivi in cima dopo 4 ore quando te ne avevano ipotizzate due e in meno di una sei di ritorno alla macchina. (Ma che..?) Comunque esperienza bellissima. Sì perché chiunque vada a camminare, che sia a far la maratona in collina o la passeggiata serale per smaltire la cena, c'ha un sorriso diverso sul volto. Beh forse proprio proprio chi smaltisce la cena no. Però la gente che ama camminare è viaggiatrice dentro, e non manca di salutarvi quando la incrociate. Ah, e se poi voi state salendo e loro stanno scendendo, riuscirete a contare loro tutti i denti, in risposta al vostro volto paonazzo. Per fortuna, molti si rivedranno in voi e vi daranno un piccolo incoraggiamento come " siete a più di metà strada!" Oppure "vedrai che ne vale la pena.". E io quelle persone li le adoro proprio. Perchè in montagna è un po' cosi, come se si fosse tutti una grande famiglia. D'altronde, le passioni accomunano e avvicinano. Noi comunque ci siamo fermati a Monte Aquila, ad un'altezza di 2494mt sentivamo di avere già dei polmoni nuovi. Percorso consigliatissimo anche ai principianti, sicuro, semplice e appagante. E sì... c'aveva ragione quello là, ne vale davvero la pena. 😁

2494 metri, Monte Aquila, Gran Sasso, Abruzzo, Italia.

Pranzo in rifugio con amatriciana e carne per recuperare le energie e decidiamo di dedicare il resto della giornata ad un bel tour dei paesini arroccati per la strada verso casa. Alterniamo chilometri di bellissimo niente e di tornanti, a cittadine in muratura, e poi di nuovo chilometri di boschi e di tornanti, a borghetti di artigiani da farti sentire lontano nello spazio e nel tempo. Passiamo così Tossicia, Castel del monte, Assergi, Santo Stefano di Sessiano, e tutti i paesini che ci si presentano, fino a Castelli, sì, proprio Castelli. L'indomani ci svegliamo di buon'ora, facciamo una bella colazione in albergo e partiamo per la natura, scegliendo un sentiero che, tra salite e discese (tutte ben affrontabili), ci porterà alla sorgente di una cascatella. Trascorriamo la mattinata a cercare funghi, ad ammirare il foliage e a respirare aria buona.



Risalendo il fiume Arno, Gran Sasso, Abruzzo.


A pranzo rimaniamo leggeri e decidiamo di farci un giro per i paesini della parte settentrionale dell'isola del Gran Sasso. Prendiamo in direzione del Lago di Campotosto e dopo aver attraversato in macchina il ponte che lo taglia in tutto il suo splendore, attraversiamo la cittadina stessa e proseguiamo verso Amatrice. Amatrice si trova in territorio Laziale sí, ricordate bene, ma essendo così prossima al confine ed essendo stata colpita dal terremoto insieme a molte località Abruzzesi, gli abitanti di quest'ultime la sentono molto vicina come città. Qui, per scelta personale, non ho scattato fotografie. Rimane un argomento difficile da toccare, ma mi sento di consigliarvi di metterla in un qualsiasi vostro progetto di scampagnata nelle zone limitrofe e concedervi li anche solo un pranzo, la spesa al supermarket o l'acquisto di un souvenir, per contribuire all'economia locale e alla lenta ripresa della città. Noi anche abbiamo preso parte. Siamo stati lì appena un paio d'ore, ma sono state più che sufficienti per farci riflettere. Questi sono momenti di cui ho imparato a far tesoro, perché ci mettono di fronte all'altro lato della medaglia, ci rendono più umani e ci ricordano chi siamo.


Concludiamo la giornata a Teramo, un giretto in centro e cena. Dedichiamo tutto il tempo restante alle chiacchiere con i simpatici proprietari del nostro hotel, confrontando i modi di vivere tra mare e montagna e poi tra riviera romagnola e riviera abruzzese. Ogni volta rimango ammaliata dalle differenze di cultura anche all'interno del nostro stesso stato. L'Italia é davvero un paese meraviglioso. I proprietari della Locanda del Gran Parco Hotel sono proprio una bella famiglia: unita, solare e accogliente. Ci hanno raccontato delle avventure e disavventure subite da quando hanno l'hotel, spiegandoci quanto il paese si sia spalleggiato nei momenti di difficoltà. Come quando rimasero isolati dalle città vicine per via della troppa neve e non avevano quasi modo di contattare nessuno e non c'era elettricità e non si sapeva come sarebbe andata. Poi si sono concentrati su di noi e ci hanno consigliato i percorsi da fare durante il nostro soggiorno, dove mangiare bene, dove andar a funghi e dove prendere dei souvenir, e poi ancora ci hanno raccontato di come hanno trovato la Romagna quando sono venuti su. Ci hanno parlaro tanto della loro terra perché imparassimo ad amarla, quanto loro stessi l'amano.


Ultimo giorno. Ultima colazione in Abruzzo, ultimo sguardo al Gran Sasso. Passiamo a prender degli arrosticini da portare a casa, per portarci via un po' di cultura abruzzese insieme alle foto e ai ricordi e, per goderci al meglio il rientro, ci fermiamo a pranzare sul mare, poco dopo San Benedetto del Tronto.


3 notti, 4 giorni, 5 differenti tipi di paesaggio, innumerevoli tipi di cibo, indescrivibili emozioni. Ed erano tutte qui, a poco più di un paio d'ore di macchina. Credo che i viaggi più belli siano quelli che ti lasciano qualcosa dentro che non sia completamente descrivibili a parole. Credo siano quelli che ti vivi tanto intensamente al punto che ti sembra di esser stato via una vita e invece é passata solo una manciata di giorni, che pensavi di esser andato tanto lontano e invece.. te ne stavi ad appena 160 minuti di macchina.


Per chi volesse saperne di più sul cibo, sul trekking o sugli spostamenti non esisti a scrivermi, sarò lieta di rispondere. 😊 Travel to be more, Giada.

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