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DATTERO: IL FRUTTO DELLA SALUTE.

Aggiornamento: 10 ago

"Una mela al giorno toglie il medico di torno", si è soliti dire in Italia. E se aggiungessimo… un altro frutto? Scoprire nuovi piatti, imparare ad usare al meglio spezie e condimenti locali, apprendere nuove tecniche di cucina, sapori, odori ed atmosfera, rendono la gastronomia tipica di una regione la ciliegina sulla torta del nostro viaggio. Oggi voglio parlarvi di un elemento della cucina più semplicistico, più basilare: oggi parliamo della frutta. La mia attenzione ad ogni viaggio finisce sempre lì, sarà che ho dei bellissimi ricordi, alcuni non troppo leggeri e felici ahimè, ma come diciamo sempre, tutto insegna. Un frutto può dire tantissimo della regione che stiamo visitando e della cultura del suo popolo e oggi ve ne suggerirò uno che ritengo sia sottovalutato, conosciuto ma non largamente diffuso: IL DATTERO.

Certo, tutti sapremmo riconoscere il frutto e dare una descrizione approssimativa del sapore, ma chi ne conosce la provenienza? e la storia? ma ancor più importante... i benefici?

Ci tengo a precisare di non esser dietologa, nutrizionista, alimentarista e di non vestire alcun tipo di ruolo che abbia anche solo lontanamente a che fare con ciò, quindi la mia altra non è che una riflessione su un alimento che ho notato esser capace di darmi benefici nel tempo, pensiero che condivido con voi in quanto viaggiatori desiderosi di conoscere le sfumature del mondo a 360°. Fatta questa premessa, scopriamo insieme di cosa si tratta ed i pro e contro di questo frutto tanto conosciuto quanto poco consumato!

Che cos'è il dattero? Da dove proviene?

Il dattero è il frutto della palma da datteri e il suo nome deriva dal Greco dáktylos, il cui significato porta alla parola "dito", facilmente ricongiungibile alla sua forma oblunga e carnosa. Albero tipico dei paesi con un clima caldo- tropicale, viene coltivato principalmente in Asia Occidentale, in Arabia, in Africa Occidentale e in qualche zona delle Americhe. L'impossibilità di coltivazione in alcune regioni ne ha reso necessaria l'esportazione. E come mai quando li compriamo appaiono all'occhio rinsecchiti e rugosi? Essendo un frutto abbastanza fragile, è importante disidratarlo per poterlo trasportare e conservare al meglio, riducendo così ad un 20% circa la presenza di acqua all'interno del dattero stesso, pensate che parte da una percentuale di circa tre volte tanto. Ne esistono di tantissime tipologie differenti, ad oggi le possiamo raccogliere in due principali famiglie: quelle a polpa più dura, maggiormente apprezzate nei Paesi Arabi, e quelle a polpa più morbida, più ricercate nel continente Europeo ed Americano.