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Marrakech: quello di cui non si parla e mini guida per godersi la città anche in pochi giorni.

Aggiornato il: mar 1

Se siete intenzionati a visitare il Marocco, è giusto che siate preparati ad alcune cose. Prima su tutte, questa: Marrakech vi metterà alla prova.


Mi informai molto su cosa non mi sarei dovuta perdere e a cosa sarei dovuta stare attenta.

Quando feci questo viaggio avevo 28 anni ed andai in compagnia di una coetanea, una mia carissima amica. Potete immaginare le mille raccomandazioni di amici e familiari, terrorizzati all'idea che due ragazze da sole si addentrassero nell'oscura e pericolosa città di Marrakech. (Parliamo comunque del 2018, il mondo travel ha fatto un bel salto nell'ultimo paio d'anni).

Probabilmente un bravo blogger vi elencherebbe direttamente cosa potrete vedere e vi consiglierebbe quanto stare, ma visto che un viaggio parte da prima, da quando lo si prepara a casa, noi partiamo proprio da lì: dal "che cosa aspettarci prima di arrivare".


MARRAKECH

Fotografia di spezie ed erbe in piazza delle erbe a Marrakech. www.worldtraveltobemore.com
Il Marocco è un balletto di odori e colori. Ogni città ne indossa uno diverso. @gajjey

SFATIAMO LE LEGGENDE

Potrei dedicare un articolo intero solamente a questo punto, ma vi farò un favore e analizzerò solo le dicerie più grosse. Ho visto persone storcere il naso, insinuando che il popolo marocchino sia maleducato, invadente e pericoloso.

1. "Sono troppo invadenti, non ti lasciano mai in pace!": IL COMMERCIO.

Una delle principali attività a Marrakech è il turismo: ed i marocchini sono commercianti incredibili. La loro continua contrattazione non è un tentativo di imbroglio, ma letteralmente uno stile di vita. Se vi vedranno indecisi o titubanti, insisteranno e continueranno a farvi proposte, perché ogni singolo dirham portato a casa per loro è importante. Così, ad un turista distaccato da questa cultura, i marocchini appariranno pedanti ed irruenti. Come fare? Se non siete interessati al prodotto, vi basterà mostrarvi sicuri della vostra scelta e rispondere con un "no" deciso. Vedrete che passeranno oltre (per concentrarsi su qualcuno che magari potranno convincere ad acquistare qualcosa!). Contrattare fa parte della loro cultura, prendetelo come un simpatico gioco, non come una richiesta invadente. Se vi interessa un articolo divertitevi a fare controfferte, sorridete e scherzate e magari ci guadagnerete una bella esperienza, un buon the caldo alla menta e chissà, magari, un nuovo amico da salutare ogni qual volta ripasserete di li!

La nostra gentilissima guida durante un tour che troverete citato tra poco. Olive e conserve, degustazione locale. Foto di @gajjey
La nostra gentilissima guida durante un tour che troverete citato tra poco. Foto di @gajjey

2. "Sono dei delinquenti, guarda cosa fanno in Italia": IL PENSIERO COMUNE.

Possiamo far finta che questo pensiero sia mai passato per la testa di qualcuno, ma mentiremmo. E badate bene, qui non stiamo tirando in ballo la politica o chissà qualche argomentazione, ma stiamo parlando del pensiero comune che si ha verso il popolo Marocchino. Onde evitare che qualcuno fraintenda il mio messaggio, risponderò a questo secondo punto raccontandovi un aneddoto.

Eravamo a bordo di un treno in partenza dal nord, il nostro tragitto per tornare a Marrakech sarebbe durato quasi 10 ore. Quel pomeriggio accaddero due cose che mi fecero molto riflettere, ma della prima ne parleremo in un altro articolo. L'uomo seduto davanti a me, di abiti distinti e portamento elegante (sicuramente più del nostro), era palesemente incuriosito da due ragazzine bianche con lo zainone. Iniziamo a parlare e quando gli diciamo di essere Italiane gli si illuminano gli occhi! Inizia a dirci di quanto gli piacerebbe camminare per le vie di Firenze o fermarsi a guardare il Colosseo. Lo incitiamo a venire, perché l'Italia è incantevole, e il suo sguardo cambia. "Lo so che non siete tutti uguali", ci risponde. "Ma quando visito un Paese vorrei essere trattato con la stessa premura con cui anche noi accogliamo gli ospiti. Se per strada chiedessi informazioni ad un passante, probabilmente mi direbbe che non compra niente, o che non ha tempo, o mi farebbe no con la testa o con un gesto della mano". Poi ha continuato, "lo so che in Italia molti Marocchini hanno fatto cose brutte, ma qui da noi non succedono queste cose, perché se uno si comporta male ne paga le conseguenze. Quelle che per voi sono brutte persone, lo sono anche per noi. Ma per colpa loro, veniamo additati tutti quanti." Ora lo so che starete pensando mille cose, ad esempio che no, che se è ben vestito non verrebbe scambiato per qualcuno di fastidioso e che, invece, verrebbe aiutato. O che non è vero che per noi sono tutti uguali, che il suo discorso è stato vittimistico. Non sto esprimendo un giudizio, vi chiedo solo di partire con una mentalità aperta, consapevoli che avete scelto di andare a conoscere un popolo con ricche tradizioni ed usanze e che siete lì per imparare. Il significato di questo racconto è solo di "non fare di tutta l'erba un fascio". Quindi, quando starete per partire e qualcuno vi metterà in testa brutti pensieri, scacciateli con la mano come una mucca con la coda fa con le mosche. Sono fastidi che influenzano negativamente il vostro viaggio e vi impediscono di godervelo a pieno.

Fotografia merenda a Marrakech dopo un tour della città
Dopo che ci è stato insegnato a versare il The, ogni scusa è diventata buona per fermarsi ed ordinarne uno. @gajjey

3. "Quella gente è pericolosa, non ha il senso della civiltà stacci attenta": PARTIRE PREVENUTI.

Non so se l'avete già letto da qualche parte o se qualche amico che ci sia già stato abbia badato a dirvelo, ma la maggior parte dei venditori parla fluentemente ALMENO 4 lingue. Solamente vedendovi da lontano, da come vi muovete e da quello che indossate, un commerciante capirà di che nazionalità siete ed inizierà a parlarvi nella vostra lingua madre. Non sto parlando solamente degli adulti, ho incontrato bambini e anziani con cui ho potuto parlare in Italiano. Ora chiediamoci, ma quando questa "gente incivile" viene nel nostro Paese, noi in che lingua ci approcciamo? La sapremmo sostenere una conversazione? Quante lingue parliamo noi? No, non sto dicendo che dovremmo sforzarci a parlare una lingua straniera con ogni turista. Ma... non è forse apprezzabile il gesto? Se andassimo in Francia lo sarebbe. Così come in Inghilterra, in Argentina, in Thailandia, etc... E certo, andare in giro da soli nelle vie buie, in piena notte, in un luogo sconosciuto di cui non se ne parla o capisce una parola non è consigliato, ma... dove lo è? La verità è che in Marocco bisogna prestare la stessa attenzione che sarebbe opportuno avere quando si viaggia e basta, a prescindere dal contesto, dalla cultura o dalla lingua.



Sala del Museo di Marrakech. Enorme lampadario in posizione centrale, pavimento e colonne in secondo piano adornate e decorate in tipico stile marocchino.
Panoramica della sala centrale nel Museo Di Marrakech, foto di @gajjey

COSA VEDERE A MARRAKECH

Ah già a proposito della città…ora che siamo arrivati e abbiamo pochi giorni a disposizione: che fare? Ecco i "must to visit" che vi suggerisco, per mixare cultura, relax, storia, ma anche shopping e svago!

Vista della Moschea della Koutoubia vista dal giardinetto di fianco. www.wordltraveltobemore.com
Moschea della Koutoubia. @gajjey

Museo di Marrakech: proprio in centro storico, a pochi passi dal suk di piazza Jemaa el Fna, trovate il museo d'arte di Marrakech. Vi occuperà poco tempo e arricchirà la vostra idea sulla cultura marocchina.

Jemaa el Fna: tatuaggi all'henné, incantatori di serpenti, scimmiette ammaestrate, frullati take-away e tantissime bancarelle di cibo. Da questa piazza ci passerete spesso ed ogni volta noterete qualcosa di nuovo!

Moschea della Koutoubia: l'avrete sicuramente vista in foto, questa Moschea rappresenta l'edificio più importante di tutta la città di Marrakech. Nonostante l'entrata sia accessibile solamente ai praticanti della regione Musulmana, l'edificio mostra tutta la sua bellezza già dall'esterno. Concedetevi un attimo di relax nei giardini vicini, per ammirarla dall'ombra di un albero.

Giardini celebri per la raccolta di piante particolari e la successiva acquisizione da parte di YSL
Jardin Majorelle, la fama li precede. @gajjey

Palazzo El Bahia: 150 stanze decorate formano, insieme a giardini e spazi di passaggio, una struttura di architettura classica marocchina di ben otto ettari. Jardin Majorelle: deve il nome all'artista che l'ha creato, Jaques Majorelle, ed è un complesso di giardini in cui troverete più piante, dai cactus all'aloe, dalle palme ai banani. A rendere così famoso questo luogo è la storia che lo caratterizza dal 1980 in poi, quando Yves Saint Laurent e Pierre Bergé lo comprarono. Ora all'interno dello stesso è eretto un monumento a Y.S.L., e a poche centinaia di metri è possibile visitarne anche il Museo, contenente abiti originali di alcune collezioni passate.

La mia compagna di viaggio cammina in un suk marocchino a marrakech
Suk tipico di Marrakech. Da vedere! @gajjey

Souk della Medina: non potrei mai dirvi quanto tempo restarci o cosa fare, il souk, o suk, va vissuto in maniera personale. Sicuramente una tappa nel mercato locale di un Paese è un passaggio fondamentale per conoscerne la cultura più in profondità. Lasciatevi trasportare da odori, sapori, colori e tessuti. I mercati locali di Marrakech sono un'esperienza di viaggio dentro al viaggio.

Palazzo El Badi: letteralmente "il palazzo incomparabile", è quanto rimane dei resti del più grande Palazzo di Marrakech. 360 stanze che si affacciavano su un cortile interno con una piscina lunga 90metri, ci vollero ben 25 anni per terminarlo. La sua distruzione è dovuta alla mano di un altro Sultano, che ne usò i pezzi per terminare il proprio edificio in un'altra città. Hammam: non essendo amante della spa e dei centri benessere, ammetto di aver saltato questo passaggio. Ma se il relax e la cura del corpo fanno parte delle vostre abitudini, dovete assolutamente provare questo trattamento tipico. Al contrario dei primi, l'Hammam marocchino prevede diversi passaggi per la pulizia del corpo, tutti necessari per raggiungere la pace con il proprio spirito ed il benessere fisico.


COSA MANGIARE

Ecco un consiglio che a me ha decisamente cambiato il viaggio. La prima sera che siamo arrivate a Marrakech siamo rotolate in un turbinio di odori e di suoni, nel caos di una medina in pieno movimento, capitanata da una lingua di cui ancora non conoscevamo una parola. Ecco perché per il nostro arrivo la mia amica aveva intelligentemente prenotato un tour gastronomico a piedi con una guida locale. Immaginatevi di trovarvi in una cultura di cui non conoscete il sapore, con una moneta che ha un valore diverso da quello della vostra. "Lo starò pagando tanto?", "ma sarà davvero tipico o è una roba da turisti?". Il nostro accompagnatore marocchino ci ha portato in alcuni posti orribili, di quelli che da fuori salteresti a piedi pari. Ed è stata una bellissima esperienza. I piatti che abbiamo provato erano davvero gustosi ed i prezzi erano talmente bassi da non poterci credere. Abbiamo assaggiato zuppe, dolci, pane, piatti salati, primi, secondi di carne, the, spezie e molto altro. Ogni pietanza in una bancarella o in un negozietto diverso, mentre la guida ce ne spiegava la storia e ci illuminava con qualche curiosità. A posteriori ci è servito tantissimo questo tour. Nei giorni successivi sapevamo che un piatto non avrebbe dovuto superare un tot di dirham (la moneta marocchina), e prima di entrare in un locale davamo un'occhiata al menù. Alcuni posti erano davvero carini, ma i piatti costavano almeno più del doppio e così capivamo che fossero luoghi principalmente per turisti. Di seguito, alcuni piatti che dovete assolutamente assaggiare per tuffarvi dentro Marrakech a 360 gradi.

Corna di Gazzella, un biscotto dolce marocchino. presto la ricetta sul blog worldtraveltobemore.com
Corna di Gazzella, biscotto tipico. @gajjey

- Cous cous: granelli di semola dura accompagnati da frutta secca e verdura, con aggiunta di carne o pesce a seconda delle preferenze (o semplicemente vegetariani).

- Msmmen: a pranzo, a cena, per merenda, ma soprattutto… a colazione. Troverete spesso quest'ultima inclusa nel prezzo del pernotto. Una volta seduti a tavola, il buffet mattiniero varierà a seconda del luogo in cui avrete dormito, ma troverete sempre diverse fette di Msmmen. Alla vista ricorda una crepe, al sapore è simile ad un pane poco saporito. Lo si abbina al dolce e al salato, è quindi l'ideale per ogni pasto della giornata.

- Zuppa Harira: anche se ne esistono diverse varianti, la classica è a base di legumi. Nella cultura marocchina ricopre un ruolo fondamentale ed ha un significato profondo. Spesso viene usata per spezzare il digiuno del Ramadan, una volta calato il sole.

- Tajine: di carne o di pesce, prende il nome dal piatto in cui viene cotta la pietanza. La più richiesta è senza dubbio quella di carne, tenerissima e speziata al palato. La consistenza così appetitosa è data dal metodo di cottura. Il piatto contenente gli ingredienti viene messo a cuocere coperto da un cono di terracotta, così che al suo interno la condensa aiuti la cottura.


- Pastilla: torta dolce e salta, moooolto particolare! Noi ne abbiamo presa una in due e non siamo riuscite a finirla. L'abbondanza di zucchero e cannella sopra ad una sfoglia ripiena di carne, sfida decisamente il palato Europeo. Paese che vai…


Uno dei cibi tipici marocchini, esteticamente sembra un rotolo di piadina ripiena. foto by gajjey- worldtraveltobemore
Msmmen ripieno. @gajjey

CONSIGLI PRATICI

Un articolo ben fatto non può limitarsi ad un punto elenco di cose da fare, altrimenti vi sareste comprati una guida.

Parliamo di praticità: ecco dei consigli che possono tornarvi utili nel vostro viaggio a Marrakech.


- NON BERE LIQUIDI che non siano stati bolliti o che non siano imbottigliati. Aspettate! Lo so, è davvero l'ABC del viaggiatore, ma basta una svista per bere la cosa sbagliata. E credetemi, sono stata talmente male da non riuscire a muovermi per quasi un giorno intero e sono stata attenta per tutta la vacanza. Vi racconto cosa mi ha tratta in inganno. Durante le vostre passeggiate troverete diversi baracchini pronti a darvi da bere. Durante una giornata molto calda ci siamo imbattute in questo signore che serviva una bevanda tipica a base di acqua, zucchero e limone, facendola sul momento. La "bibita" si ottiene inserendo una canna da zucchero in una grossa pressa che, azionata da una manovella laterale, schiaccia la pianta fino ad estrarne il succo dolciastro. Visto il sapore molto zuccherino, vedrete il venditore aggiungerci del limone. Se vi dicessi che era buonissima, limiterei il complimento. Eppure, venni tratta in inganno dall'istinto nel provare quante più cose tipiche possibili, senza pensare che le canne stessero tutto il tempo a mollo in una bacinella piena di acqua, tra l'altro appoggiata a terra in mezzo alla polvere, vicino al tavolino. Fate attenzione a quello che bevete e portatevi sempre dietro medicinali per la dissenteria e fermenti lattici. Avete poco spazio? Prendete su una maglietta in meno, e portatevi due medicinali in più!


- CAMMINARE DA SOLI DI NOTTE non è consigliato per le donne, come non lo è per gli uomini. Ma questo vale un po' in tutte le parti del mondo. Ogni stato ha le sue città poco affidabili, dove potrebbe non accadere nulla di male, ma dove il consiglio è sempre quello di prestare maggiore attenzione. Ecco, noterete che dopo una cert'ora le strade si faranno deserte e le viuzze strette e completamente buie non saranno di certo confortanti. Le guide cartacee saranno le prime ad invitarvi a non uscire dopo le 20, soprattutto se donne. Ecco, ovviamente non voglio spronarvi a fare pazzie notturne, ma saremo state fortunate noi a rientrare alle 22, alle 23 o a mezzanotte senza che ci accadesse niente…? Mhmm. Non fatevi prendere dal panico o influenzare da tutto quello che vi si dice. Il clima buio e desolato può ispirare tanto terrore quanto romanticismo. Ok prestare attenzione, ma ricordatevi di vivere con serenità il vostro viaggio. In ogni caso, dopo una cert'ora troverete quasi tutto chiuso, quindi rientrereste lo stesso al Riad in serata.


Fotografia di un ristorante in piazza Jemaa el Fna a Marrakech, Marocco.
Fatevi consigliare quanto dovreste spendere per una tratta con il taxi o per un determinato cibo. Eviterete spese inutili!

- una volta entrati in confidenza con IL GESTORE DEL RIAD, fatevi consigliare i prezzi che dovreste effettivamente pagare per alcuni servizi, come ad esempio l'utilizzo del taxi per coprire una determinata distanza. Nella Medina e nelle strade vicine, girerete per lo più a piedi, ma una volta fuori dovrete prendere un mezzo pubblico. Prima di salire su un taxi, contrattate il prezzo finale che andrete a spendere. Su molte vetture non è presente un tassametro e potreste giungere a destinazione con salate sorprese.

- come dicevamo prima, CONTRATTATARE non è maleducazione, anzi, qui è considerato un vero stile di vita. Qualsiasi cosa vi venga proposta di comprare, fatevi vedere decisi se non la volete e passate oltre, al contrario, partite da un prezzo inferiore alla metà se siete interessati all'acquisto. I commercianti marocchini amano il loro lavoro e i loro prodotti e lo noterete da come insisteranno nel sottolinearvi le qualità dei loro oggetti. Ecco un aneddoto a riguardo. Un giorno ci fermammo in piazza per decidere il da farsi, e un mercante ci si avvicinò per proporci delle scarpe. Se ci fossimo spostate si sarebbe fatto avanti un altro commerciante e così via. I secondi passavano e nonostante i ripetuti "no", non riuscivamo a convincerlo a desistere. Essendo lì già da qualche giorno, ci venne in mente un modo per "sbarazzarcene". Ci bastò proporgli un prezzo talmente basso, che lui se ne risentì al punto, da dirci che avevamo offeso il suo negozio e le sue calzature, e di non farci vedere mai più, che ci avrebbe venduto niente. E da lì ci lasciò in pace.

- ESSERE OFFLINE non piace mai molto, ma trovarsi da soli in una città sconosciuta dove non si trova la via di casa può diventare davvero stressante. I souk in generale, ma soprattutto quello di piazza Jamaa el Fna in cui vi addentrerete, può diventare una vera ragnatela di viottoli infiniti. Non servirà prendere di riferimento il tal negozio di scarpe o di lampadari, perché ne troverete altri quattro uguali nei 600 metri successivi. Scaricatevi piuttosto una applicazione di mappe che sia utilizzabile offline, dove salvare la localizzazione del vostro pernotto o il punto da cui siete entrati nel mercato. Risparmierete in ansia, in tempo e in denaro, perché sì, chiedere a qualcuno di portarvi fuori da lì avrà un costo. Io sono solita utilizzare maps.me, e ad oggi esiste molta scelta. Trovate l'app che fa per voi prima di partire!


- se siete donne, vi suggerisco di AVERE UN FOULARD sempre appresso, e di vestirvi in modo sobrio. Ricordiamoci che è un Paese Islamico e che camminare con spalle e gambe coperte vi farà sentire più a vostro agio con la loro cultura. Non è tuttavia un obbligo per le turiste, quindi non verrete ne fissate, ne additate o altro, se deciderete di vestire in modo meno coprente. Questa è solo un'accortezza che potete scegliere o meno di seguire.



DOVE DORMIRE

Sala del primo riad in cui abbiamo dormito in Marocco, clicca sulla foto per ingrandirla
Il primo Riad in cui abbiamo dormito. PH @gajjey

A questa domanda non c'è dubbio, che vi affidiate a guide storiche, a blogger rinomati o ai vostri migliori amici, la risposta è sempre la stessa: in un Riad. Camminando per la città vi troverete davanti a tanti "insipidi" muri dai toni simili, ma una volta superato quel portone vi si spalancherà un balletto di luci e colori. Il popolo marocchino è molto rispettoso della privacy propria ed altrui, per questo le stanze sono solite avere finestre che si affaccino all'interno. Il Riad è un'abitazione tradizionale tipica marocchina. La struttura di forma classica quadrata o rettangolare è composta da più piani, a loro volta ricchi di più stanze. Ma se ve lo state chiedendo no, non ricorda affatto un grigio condominio. Ogni balconata dell'edificio si affaccia su una corte interna, SEMPRE PRESENTE.

Fotografia con porta della nostra camera da letto in Marocco, riad in Marrakech
A sinistra la porta della nostra camera. PH @gajjey

Lo stesso termine "riad", dalla lingua araba, significherebbe "giardino" e starebbe ad indicare lo svago, il momento di benessere personale. Proprio per questo, sarà facile trovare diversi punti dove rilassarsi, nella corte della propria struttura. Potrete trovare piscine di tutte le misure, divanetti dove prendere uno degli innumerevoli the verdi alla menta che berrete durante la vostra permanenza in Marocco, tavoli in cui far colazione o scambiar due chiacchiere. Tutto l'edificio è solitamente una chicca per i nostri occhi Europei. Decori dorati ed intarsi nei grandi portoni di legno, cuscini ricamati e nappe colorate in ogni punto, specchietti e dettagli che davvero ci faranno venir voglia di non uscire in strada. Non solo, visto il clima particolarmente adatto, troverete piante verdissime cadere dai balconi, o palme di tutte le misure innalzarsi al vostro fianco.

Se la struttura dove avete prenotato dispone di un attico, sappiate che sarete in paradiso. Una colazione, una tazza di the, un po' di relax o la chiamata a casa a genitori e amici, qualsiasi sia la scusa, questo sarà il luogo perfetto.



... E DOPO KECH?

Sono passati tre anni dal mio viaggio in Marocco e ripescando ogni foto, ogni video ed ogni ricordo, ho pensato fosse il caso di dedicare un articolo ad ogni città visitata.

Proprio per questo, nei prossimi giovedì vi porterò a spasso con me per lo stato dai mille colori, una tappa dopo l'altra.


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A settimana prossima con la seconda città del nostro Tour del Marocco. Quale sarà?

World travel to be more, Giada.


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Chi sono gajjey-worldtraveltobemore

La mission di "World travel to be more"

Travel blogger e travel coordinator, insieme al lavoro anche tutta la mia vita gira attorno alla sfera dei viaggi. 

Multipotenziale ed ipersensibile, ho fatto delle mie emozioni altalenanti il mio punto di forza. Viaggiando da sola in luoghi meno battuti, ho consolidato l'idea che i confini debbano esistere solo sulle mappe. Mi sposto in solitaria per godermi tutte le occasioni che il mondo ha da offrirmi, per migliorare come essere umano e come viaggiatrice consapevole. 

In una società dove sono per lo più le cattive notizie a darci il buongiorno ogni mattina, condivido aneddoti su persone incontrate e nuovi luoghi conosciuti. Tra un itinerario e l'altro, viaggio con le tradizioni da casa, e vi porto con me attraverso letture, visioni e ricette di altre culture. 

Credo nel potere delle persone, sostengo che ogni viaggio ci renda esseri umani migliori. Voglio provarlo a quanti più lettori possibili, articolo dopo articolo e, per chi ne avrà piacere , un viaggio di gruppo alla volta. 

Viva la vita!

"You only live once, but if you do it right... once is enough."

Giada.