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Cosa vedere in un giorno a Chefchaouen, la perla blu del Marocco.

Aggiornato il: 17 ore fa

Come molte altre destinazioni nel mondo, Chefchaouen è stata vittima della moda instagrammabile.

Negli ultimi tre anni, la Perla Blu del Marocco è diventata meta ambita da fotografi, blogger o viaggiatori amanti dei social. Nonostante la miriade di turisti in arrivo quotidianamente, a Chef troverete quiete e pace. Ma se è davvero così bella, perchè non se ne è mai parlato prima? Questa cittadina nascosta tra le montagne era (ed è tutt'ora) considerata sacra per via delle sue ben otto moschee e l'accesso agli stranieri era vietato. Pensate che le porte vennero aperte ai cristiani solamente nel 1920.


Se state preparando il vostro viaggio in Marocco per la prima volta, sappiate che questo Stato sembra avere una destinazione per ogni colore. Lo abbiamo visto con Marrakech, la città rossa, con Rabat e Casablanca, le città bianche e ora lo confermeremo con Chefchaouen, la città blu.

Io l'ho scoperto una volta andata via, ma prima che vi leggiate un intero articolo saltando la parola, mi sento in dovere di dirvi che questo scioglilingua si pronuncia sciefsciauén.

E questi, sono i motivi per cui dovreste inserirla nel vostro itinerario di viaggio!


Uno dei tanti viottoli di Chefchaouen, Marocco. Ph @gajjey | Worldtraveltobemore

Indice.

Dove si trova Chefchaouen e perchè è blu?

La città si trova nel nord del Marocco, più precisamente ai piedi di Rif, una regione prevalentemente montuosa. Per via di questa sua posizione così difficile, non è possibile raggiungere Chef in treno, ma solamente in auto o in pullman. In questo viaggio non abbiamo noleggiato nessun mezzo, e siamo arrivate alla città blu a bordo di un bus (circa 4 ore di tragitto da Fès). Nota dolente: la stazione dei pullman dista circa 1,5km da Chef, il sentiero spesso sassoso è possibile percorrerlo a piedi o... con il taxi. Noi abbiamo optato per la passeggiata, ma se avete bambini appresso sconsiglio la sfacchinata inutile, con tanto di bagagli appresso. Per chi decidesse di noleggiare un auto, sappiate che i parcheggi sono solamente esterni alle mura della città e molti a pagamento.

Chefchouen viene dolcemente definita come la Perla Blu del Marocco. Proprio come fosse una conchiglia, la montagna circonda la città da ogni lato. Al vostro arrivo, quando dopo chilometri di terra desolata vi apparirà questa simpatica macchietta di case, penserete proprio ad una perla. Sarà solamente vedendola dall'alto che l'apprezzerete al massimo, contemplandola in tutto il suo piccolo ma intenso splendore, una vera perla bianca e azzurra tra le verdi montagne. Come poterla vedere dall'alto senza avere un drone? Ne parliamo nel prossimo paragrafo, intanto cerchiamo di capire: perchè è blu?

La verità è che la verità non la sa nessuno. Le teorie sul colore di questa città sono molteplici e totalmente differenti le une dalle altre. Una delle teorie più conosciute vuole che gli ebrei, in fuga per via dell'Inquisizione Spagnola del XV secolo, si fossero rifugiati tra le montagne, colorando le case di blu in onore al paradiso a cui aspiravano. A prova di tale racconto, la struttura delle case, basse e larghe, con tetti fatti di mattonelle rosse, sembrerebbe riprendere più l'architettura spagnola che quella Marocchina. C'è chi ha ipotizzato fosse per temperare gli edifici d'estate, chi per tenere lontane le mosche e le zanzare (il colore ricorderebbe quello dell'acqua). E chi, scherzando, ha dato la colpa alle allucizioni da droghe. Non se ne scrive mai, ma come in altre città Marocchine, anche a Chef vi verranno proposte alcune sostante stupefacenti, leggere e pesanti. Se non siete interessati non spaventatevi, i padroni di casa non sono affatto insistenti qui, vi bastarà un cenno con la mano o un semplice "no, grazie". Se siete interessati, toglietevi questo pensiero dalla testa! Nonostante il commercio massiccio, l'uso di droghe rimane illegale anche in questo Stato, e le forze dell'ordine sono sempre meno lontane di quanto pensiate. Calcolate bene se sia il caso di fare una capatina in galera durante la vostra visita del Marocco!


Chefchaouen è conosciuta anche come la Perla blu del Marocco. World travel to be more | @gajjey

Cosa vedere a Chefchaouen.

Premessa fondamentale. Per visitare la città blu non è necessario prenotare un pernotto e passarci chissà quante giornate. Chef è visitabile tranquillamente in un giorno. Se vi trovate a Rabat, a Casablanca o a Fès, potrete addirittura trovare escursioni organizzate per andare e tornare in giornata, l'ideale se siete con dei bambini o non avete tanta voglia di tener controllati gli orari dei pullman o le fermate.


Noi siamo arrivate di primo pomeriggio, abbiamo pernottato e siamo andate via il giorno seguente, quindi siamo state circa 24h.

Le cose da vedere a Chef non sono molte, l'attrazione principale è la città stessa. Come prima cosa, quindi, fatevi una bella passeggiata per le vie della città. Scattate qualche fotografia ricordo e fatevi trascinare dalla serenità che trasmettono muri, finestre, porte e pareti. Perdetevi nei negozietti lungo le strade in salita e sbirciate dietro ad ogni angolo, pronti a stupirvi per scorci tanto semplici quanto originali.

Incamminatevi verso piazza Outa-el-Hammam, dove troverete la moschea Tarik-Ben-Ziad, famosa per il minareto ottagonale somigliante alla Torre Oro di Sevilla, in Spagna.


Uno dei negozietti più colorati e pieni che abbia visto in tutto il Marocco! PH @gajjey

Ora ecco due suggerimenti per osservare la città dall'alto, scegliete quello più adatto a voi o, se disponete di tempo, seguiteli entrambi.

Il primo luogo che vi consiglio rimane più pratico e vi permette di conoscere meglio al cultura berbera (per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, affronteremo l'argomento in uno dei prossimi articoli dedicati al Tour in Marocco). Nei pressi di Plaza Uta El-Hammam, noterete delle mura puntellate da quattro torri. Quella che state osservando è una Kasbah, una casa fortificata. La riconoscerete subito dato anche il suo colore totalmente diverso dal resto della città: ocra. L'entrata costa circa 60 dirham (circa 5.50 euro) e comprende la passeggiata nel giardino interno, la visita al museo etnografico, dove troverete abiti tipici di uomini e donne del nord Africa, tessuti e ricami e l'accesso alla torre. Da quest'ultima potrete ammirare Chef da più in alto, un'esperienza molto carina, soprattutto con dei bambini.

La seconda che vi consiglio è quella che abbiamo seguito anche noi, vista l'ora tarda. Un'ora prima che il sole cali, incamminatevi per uscire dalla città. Chiedete indicazioni per la Moschea Spagnola o puntatela sul navigatore, solamente per imboccare il giusto sentiero. La passeggiata non presenta grandi difficoltà, ma è bene avvisarvi che presenta diverse salite, che il sentiero prevede circa 40 minuti a piedi e che se è troppo caldo faticherete molto a farla, visto i pochi ripari durante il tragitto. Una volta arrivati sceglietevi un posto sulla collina e ammirate il sole abbracciare l'intera città. Lo spettacolo varrà la pena della camminata, mostrandovi un'esplosione di colori. La Moschea che rimarrà alle vostre spalle, quella che abbiamo preso come punto di riferimento, non viene considerata dal popolo marocchino, e, proprio per la sua inattività, è visitabile anche da un turista.


Se siete amanti del trekking, sappiate che trovete un sacco di percorsi, dai più brevi di qualche ora, a quelli di più giorni. Per quest'attività vi consiglio di calcolare il pernotto, in modo da dedicare il giusto tempo alla natura e alla città. Nel prossimo articolo vi parlerò meglio del sentiero che abbiamo imboccato noi e di quali sono gli itinerari più battuti.


Lo scatto non sarà dei migliori... ma guardate qua che tramonto, sulla città blu del Marocco.

Dove dormire a Chefchaouen.

Come abbiamo già visto nei precedenti articoli, anche il pernotto in Marocco ha un ruolo importante nel viaggio. In questa terra, infatti, possiamo trovare la tradizionale ospitalità nell'abitazione più classica: il Riad. Questa costruzione, di pianta quadrata o rettangolare, si presenta sobria e senza finestre esternamente, ma, una volta entrati, ci svelerà un piccolo paradiso. (Per approfondire meglio l'argomento ti invito a leggere il paragrafo dedicato al Riad, in questo articolo.)

Tuttavia, a Chefchouen troverete diverse soluzioni dove pernottare. Il consiglio che mi sento di darvi è di cercare più informazioni possibili sulla struttura in cui state prenotando, onde evitare di incappare in qualche fregatura. Vista l'ondata di turismo degli ultimi anni, il paese si è visto a voler dare risposta a tutta questa domanda, creando alloggi in ogni dove. La mia amica ed io abbiamo pernotatto in una stanza costruita letteralmente attorno al letto. Entrambe avevamo valige poco ingombranti e saremmo dovute rimanere solamente una notte, quindi quel tipo di sistemazione non ci ha dato particolari problemi.

Ultimo consiglio! Le abitazioni sono sprovviste di riscaldamento e, come abbiamo già visto, la città si trova tra le montagne. Nonostante i letti dispongano di grosse coperte, vi consiglio di portarvi dietro un cambio più pesante per la notte.


... e dopo?

Poco lontano da Chef, si allarga l'antichissima Fès. Ricca di storia e di cultura, ne parleremo meglio giovedì, nel prossimo articolo dedicato al tour in Marocco. Tuttavia, noi abbiamo scelto di salire su un treno e attraversare lo stato da Nord a Sud per tornare alla città da cui era partito il nostro viaggio: Marrakech. Che fosse già ora di tornare in Italia? Riservo per voi ancora un importante articolo, quello della tappa che più ho amato in questo viaggio. Ma... lo scoprirete più avanti!

Se l'articolo vi è piaciuto lasciate un cuoricino, inciterete altri lettori a fermarsi per dare un'occhiata!

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Buona giornata viaggiatori,

Giada.


World travel to be more.


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Chi sono gajjey-worldtraveltobemore

Travel blogger e travel coordinator, insieme al lavoro anche tutta la mia vita gira attorno alla sfera dei viaggi. 

Multipotenziale ed ipersensibile, ho fatto delle mie emozioni altalenanti il mio punto di forza. Viaggiando da sola in luoghi meno battuti, ho consolidato l'idea che i confini debbano esistere solo sulle mappe. Mi sposto in solitaria per godermi tutte le occasioni che il mondo ha da offrirmi, per migliorare come essere umano e come viaggiatrice consapevole. 

In una società dove sono per lo più le cattive notizie a darci il buongiorno ogni mattina, condivido aneddoti su persone incontrate e nuovi luoghi conosciuti. Tra un itinerario e l'altro, viaggio con le tradizioni da casa, e vi porto con me attraverso letture, visioni e ricette di altre culture. 

Credo nel potere delle persone, credo che ogni viaggio ci renda esseri umani migliori. Voglio provarvelo, articolo dopo articolo e, se vorrete, un viaggio di gruppo alla volta. 

Viva la vita!

"You only live once, but if you do it right... once is enough."

Giada.

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