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L'Isola delle Rose: la vera storia di una micro-nazione a largo di Rimini.

"Volere è potere", recitava Michele Lessona, ed è proprio quello che ci ha dimostrato Giorgio Rosa con la sua isola. Prima di proseguire, ci sono due cose che dovreste sapere: è tratto da una storia vera e il finale vi lascerà a bocca aperta. Fatevi trasportare dagli accenti Romagnoli e dall'incredibile idea di questo giovane!


Un articolo di giornale risalente alla nascita di questa nuova micro-nazione: l'Isola delle Rose. Immagine presa dal web

TRAMA


1968. In un anno ricco di movimenti sociali e politici che arrivano a toccare il mondo intero, in Italia, più precisamente nella Riviera Romagnola, nasce una diversa idea di libertà. Nonché, una scomoda situazione per lo Stato, che porta il governo Italiano ad intraprendere la sua prima guerra di invasione. Ma torniamo un attimo indietro. É il 1964. Giorgio Rosa, ingegnere neolaureato a Bologna, incontra sempre più disaccordi su come stia gestendo la propria vita. "Perché non ci riesci Giorgio, perché non ci provi almeno - ad essere normale", o ancora "Te vivi in un mondo tutto tuo, ma il mondo non è tutto tuo!", gli viene detto. Durante una giornata di lavoro al circuito di Misano, ecco l'illuminazione. Insieme al suo amico Maurizio Orlandini, inserito nell'azienda marittima di famiglia, parte il progetto. Studiando costi e dettagli, i due strutturano la creazione di una piattaforma di 400 metri quadri. La posizione di 500 metri oltre il confine Nazionale, ai tempi di 6 miglia, permette loro di trovarsi in acque internazionali e di essere, quindi, giuridicamente liberi dalle leggi dello Stato Italiano. Nasce una nuova micro-nazione. L'isola di ferro attira sempre più curiosi, hippie, rifugiati, naufraghi… e seguendo l'allegria dell'estate Romagnola, le giornate si riempiono di musica e balli, accompagnati da un baretto improvvisato. La libertà che si respira nella piattaforma suscita interesse molto velocemente e ben presto iniziano ad arrivare persone di diverse nazionalità. Giorno dopo giorno, le aspirazioni sulla piattaforma indipendente crescono. Gli viene così data una lingua nuova, da cui il suo nuovo nome "Insulo de la Rozoj", in esperanto. Viene creato un passaporto per i richiedenti della cittadinanza e viene inviata una proposta per il riconoscimento dell'Isola delle Rose come stato indipendente alle Nazioni Unite. Ed è proprio questo concilio a rivolgersi al governo Italiano, mettendolo al corrente di cosa stia accadendo a largo di Rimini. Il Presidente del Consiglio Italiano ed il Ministro della Difesa, sollecitati anche dallo Stato del Vaticano, cercano di far desistere Giorgio dal continuare l'impresa, offrendogli degli stabilimenti balneari in riviera, per lui e le generazioni future. Rifiutata la proposta, il Ministro porta a corruzione i membri collaboratori dell'Isola e fa licenziare il padre di Giorgio dal posto di lavoro, ormai troppo anziano per trovarne un altro. Rosa non accetta i ricatti e le minacce e parte per Strasburgo, per richiedere che il suo caso venga esaminato dal Consiglio d'Europa. Racconta alla corte ogni dettaglio di quei pochi mesi passati, quando riceve una telefonata dal Ministro della Difesa Italiana che lo esorta a rientrare in patria per vedere la sua piattaforma un'ultima volta. Con l'autorizzazione del Presidente del Consiglio, viene utilizzata la flotta militare da Venezia per distruggere definitivamente l'Isola. Non basteranno coraggio e determinazione di Rosa, della sua compagna e dei soci tornati sull'Isola per difenderla. Dopo averli portati via con la forza, l'incrociatore bombarda la piattaforma. Ad oggi, l'abbattimento dell'Isola delle Rose è il primo ed unico caso di guerra di invasione intrapreso dallo Stato Italiano. Nel mentre, il Consiglio Europeo raggiunge un verdetto su quanto portato in appello, riconoscendo L'isola delle Rose al di fuori delle acque Europee e, quindi, fuori dalla giurisdizione politica. La Repubblica viene quindi tacitamente riconosciuta come indipendente a tutti gli effetti. Creatosi il precedente, il confine viene ufficialmente spostato di ulteriori 6 miglia in tutto il mondo, allungando le acque nazionali a 12 miglia.


Ad oggi non rimane che qualche pezzo dei pilastri e poco di più. Immagine presa dal web

Genere: italiano, storia vera, storico Durata: 120 minuti Paese: Italia

Anno: 2020

Produzione: Netflix


Cari viaggiatori, voi che ne pensate? Nonostante la storia si rifaccia ad un evento realmente accaduto e passato alla storia, dobbiamo ricordarci che il regista ha sempre libertà di interpretazione e rappresentazione della vicenda. Alle volte, le decisioni artistiche prese in questo caso paiono distaccarsi dalla realtà. Secondo alcune voci locali, qui, nella provincia di Rimini, l'intento dell'Isola non era affatto quello di donare libertà a chiunque fosse respinto dallo stato o dalla vita stessa, ma mirava ad un fine prettamente economico. La storia vuole che in una Rimini già disinvolta, si era soliti, nel buio della notte, vincere e perdere stabilimenti, hotel ed aziende al gioco delle carte. Situazioni chiaramente illegali, che venivano per quanto possibile smascherate e bloccate. Proprio per questo, era necessario trovare un luogo nuovo, un posto in cui le regole sarebbero state totalmente diverse. Alcuni raccontano delle bravate che succedevano sull'isola, tra i il gioco delle carte e le ragazze di facili costumi portate all'isola per una sola notte. Pare addirittura, stando ad alcuni articoli di giornale, che l'Isola venisse affittata per poterne trarre ancora più profitto. Forse questa micro-nazione, con potere sulla legge, totalmente indipendente dallo Stato, con il passare degli anni sarebbe diventata una piccola San Marino marittima, con prezzi e tasse e decisioni differenti da quelle dei paesi confinanti. Ma queste, sono solo voci e pensieri, e ricordi offuscati di chi visse nella Rimini festaiola degli anni '70. E voi? Che impressione vi ha fatto il film? Cosa ne pensate della storia?


Ricordiamoci che spesso i registi prendono scelte artistiche che si distaccano dal reale svolgimento dei fatti.
Un francobollo dell'Isola delle Rose. Ne furono stampati di diverso tipo. Immagine presa dal web.

E secondo voi, che ne sarà del turismo di Rimini in seguito all'uscita di questa storia? Sempre negli stessi anni vennero stampati francobolli ritraenti la piattaforma sia prima che durante l'esplosione. Che ne sarà del valore di questi ultimi? O ancora, accorreranno barche sul posto per cercare qualche traccia dei resti di questa Repubblica autoproclamatasi Indipendente? Torneranno sul commercio francobolli e souvenir inerenti? Fatemi sapere la vostra. Intanto, buona visione viaggiatori! A lunedì prossimo. Travel to be more, Jey

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