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Ricetta Corna di Gazzella. Cucinare un dolce magrebino in modo facile e veloce.

Insieme abbiamo ripercorso il mio tour in Marocco e, tappa dopo tappa, vi ho consigliato cosa vedere, dove dormire, a cosa stare attenti e cosa sapere prima di partire. Per un vero viaggio a 360°, non potevo non suggerirvi almeno una ricetta a tema qui, sulla pagina della gastronomia dal mondo.


Come sempre, ecco una ricetta facile e veloce per viaggiare da casa attraverso i sapori ed i profumi. Oggi, in particolar modo, questi ultimi saranno intensi e decisamente speziati! Partiamo subito con una breve presentazione e con la ricetta, poi passiamo ai consigli.


Ok, non sono i Corni di Gazzella più belli al mondo.. voglio vedere i vostri poi!

RICETTA CORNA DI GAZZELLA

Indice


CHE COS'É IL DOLCE CORNO DI GAZZELLA?

Conosciuto con il nome di Kaab Al Ghazal, letteralmente sarebbe "caviglie di gazzella". Che siano corna, o che siano caviglie, vedendo la foto avrete già intuito il perché della scelta del nome. E mentre la forma inconfondibile ci fa pensare all'animale, il gusto si discosta totalmente. Di fatti, la ricetta è totalmente vegetariana!

Il dolcetto di oggi è a base di mandorle e profumato all'arancia, ottimo come accompagnamento per un caffè o per dare il benvenuto agli ospiti (o per chi, come me, ogni tanto ha una voragine allo stomaco che vuole riempire con qualche delizia!).


RICETTA KAAB EL GHAZAL


Ingredienti per circa xxx biscotti (dipende da quanto li fate grandi)

250 gr di farina (io ho usato la 1, ma vanno bene anche 0/00)

120 gr di burro (io ho usato quello di cocco, ma anche quello normale va bene)

320 gr di mandorle

1 cucchiaio di olio di semi

3 cucchiai di acqua di fiori d'arancio

160 gr di zucchero

2 uova

1 cucchiaino di cannella, più q.b. a piacere per la decorazione

1 cucchiaino di sale


Avete mai assaggiato le mandorle tiepide post cottura?

Procedimento: il ripieno.

In una teglia stendiamo le mandorle su carta da forno. Assicurandoci che non siano sovrapposte, inforniamo a 150° per circa 20 minuti, ventilato. (Se avete un po' di dimestichezza in cucina, potete iniziare con la seconda parte del procedimento, intanto che le mandorle si cuociono).


Una volta stemperate, le tritiamo poco alla volta in un mixer. Personalmente, preferisco lasciarne qualcuna un po' grossolana (sono amante del lato crounchy di un dolcetto!), ma se voi preferite il morbido, riducete le mandorle fino a farle sembrare farina. (Se non avete disponibilità di un mixer: 1. vi consiglio di frantumarle manualmente quanto più potete e, se i pezzi sono ancora troppo grossi, metterli poi in un frullatore; 2. potete acquistare la pasta di mandorla già pronta da utilizzare come ripieno, date un'occhiata alla lista degli ingredienti per controllare se necessita o meno dell'aggiunta di qualche ingrediente rispetto a questa ricetta.)

Aggiungiamo direttamente dentro al mixer lo zucchero e un cucchiaino di cannella.

A questo punto uniamo anche i liquidi: 1 uovo e un cucchiaio di acqua di fiori d'arancio.

Vi capiterà di dover aprire più volte il tappo del mixer per spatolare e dividere personalmente il composto, ma non demordete, alla fine avrete il vostro ripieno. La consistenza sarà compatta e marroncina, leggermente appiccicosa.


Notare la consistenza dell'impasto.

Procedimento: la copertura.

Lasciamo temperare il burro fuori dal frigorifero.

In un recipiente, setacciamo 250gr di farina. Aggiungiamo un cucchiaino di sale ed il burro ammorbidito.

Impastiamo con le mani fino ad ottenere un composto farinoso, all'apparenza vi sembrerà formaggio grattuggiato!

In una seconda ciotola uniamo un uovo, due cucchiai di acqua ai fiori d'arancio e l'olio di semi. Mescoliamo il tutto con le mani, fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. Facciamo una palla, che lasciamo riposare nella ciotola coperta con pellicola per 30 minuti.


Pss chi di voi usa già le pellicole di cera d'api?

Procedimento: formine e cottura.

Diviamo la palla di composto in due e stendiamo la prima metà su un piano. Continuiamo a lavorarla con un mattarello fino a quando non diventa sottile un paio di millimetri.

Togliamo il mixer dalla base, e prendiamo un po' dell'impasto di mandorle con le mani. Formiamo un salsicciotto di circa 6cm di lunghezza per 1,5 di larghezza. Lo appoggiamo in un lato della sfoglia, che ripieghiamo poi su se stessa, formando una mezzaluna ripiena. Con le dita pressiamo il punto di contatto della sfoglia superiore con quella inferiore, di modo da sigillare il dolcetto. Pieghiamo appena i due lati verso il basso ed il centro, dando al nostro dolcetto la forma di un ferro di cavallo o, meglio, di un corno di gazzella.

Con una rotella dentata o tonda, o semplicemente con un coltello, tagliamo il dolcetto dall'impasto, tenendoci un paio di millimetri più larghi rispetto alla chiusura.

Appoggiamo su una teglia coperta da carta forno e ripetiamo il procedimento fino a quando non avremo finito entrambi i preparati.

Questi sono stati chiusi con i rebbi di una forchetta!

Una volta composti i dolcetti, accendiamo il forno a 180°, che lasciamo scaldare per qualche minuto, prima di infornare tutto. Lasciamo cuocere circa 20 minuti.

I biscotti saranno pronti, leggermente dorati, più croccantini fuori e super morbidi dentro.

È possibile decorarli a piacere: io li ho assaggiati lisci la prima volta, ma se vi piace la cannella potete spargercene un po' sopra. Agli amanti del dolce, consiglio di far scaldare un po' di miele in un pentolino, insieme ad un cucchiaio di acqua ai fiori di arancio, spennellando la parte superiore delle Corna di Gazzella.


CONSIGLI PRATICI (per delle perfette Corna di Gazzella!)

Ecco alcuni accorgimenti testati in prima persona durante la realizzazione della ricetta.

Un esempio di chiusura particolare.

- L'acqua ai fiori d'arancio è possibile acquistarla nei supermercati più riforniti o nei market alimentari specifici per la cucina estera. In alternativa, potete acquistare del profumo d'arancio concetrato (le classiche fialette per intendenderci), e diluirlo in acqua. Io ho versato una fialetta in 100ml d'acqua, perchè di sentisse bene l'aroma.


- Per accorciare le tempistiche di preparazione, infornate le mandorle e, in quei venti minuti di attesa, create l'impasto per la copertura. Nel mentre che quest'ultimo riposerà, le mandorle saranno cotte e potrete procedere con il ripieno.


- Aggiungete sempre i liquidi poco per volta, onde evitare di rendere troppo appiccicosi o morbidi gli impasti. Se il composto per la copertura vi rimane troppo appiccicoso, aggiungere un po' di farina (ricordatevi di setacciarla!). Al contrario, se rimarrà troppo asciutto potrete aggiungere un cucchiaio di acqua alla volta, continuando a mescolare.

Doveste aggiungere troppo liquido al ripieno invece, sarà più difficile recuperarlo, perchè dovreste cuocere altre mandorle, sbriciolarle ed aggiungerle. Non demoralizzatevi, c'è sempre una soluzione! In questo caso, vi consiglio di creare i vostri biscotti aiutandovi con un cucchiaio per raccogliere il composto da adagiare sulla sfoglia. Fare dei salsicciotti non sarà possibile, ma vedrete che il risultato sarà lo stesso soddisfacente.


Ricetta Corna di Gazzella: cucinare un dolce magrebino.

- Io ho preferito riempire un biscotto alla volta e chiuderlo, ma se vi trovate più comodi, ecco come fare i biscotti sporcandovi le mani in una volta unica. Create salsicciotti tutti uguali fino a finire l'impasto del ripieno. Appoggiateli man mano su un piano coperto da carta forno, o sulla teglia in cui poi metterete il biscotto pronto alla cottura. A questo punto create un dolcetto alla volta, appoggiando l'impasto sulla sfoglia, chiudendolo e rimettendolo sulla carta.


- Se in casa avete già della pasta di mandorle, potete provare direttamente con quella, in molti lo fanno. Sinceramente trovo ci sia una grande differenza e la ricetta originale Magrebina prevede che i corni di gazzella vengano fatti tritando le mandorle.


- Quando state per maneggiare un impasto appiccicoso, come quello per i nostri salsicciotti di mandorle, bagnatevi prima le dita con acqua fredda: vi aiuterà a non impiastricciarvi!


- Consumate i vostri dolcetti in 3-4 giorni, tenendoli sotto una campana di vetro o in un tapperware se possibile.


CURIOSITÀ SULLE CORNA DI GAZZELLA

1. Qualcuno di voi lo avrà già notato e forse si sarà dato una risposta. Perché non ho utilizzato il termine "marocchino" in riferimento al dolcetto di oggi, ma "magrebino"?

Il Maghreb è la zona geograficamente più settentrionale ed occidentale dell'Africa. Con questa espressione si è soliti rivolgersi alla cultura di più Paesi, quali l'Algeria, la Libia, la Tunisia e, appunto, il Marocco. La ricetta di oggi è tipica di tutta questa fascia territoriale, ed è quindi indicata come Magrebina.

Un abbinamento perfetto: Kaab el Ghazal e thè caldo.

2. Se siete già stati in Marocco, saprete cosa sto per consigliarvi come accompagnamento ideale a questi biscotti: il thè alla menta, bevanda tipica di queste terre. Come farlo? E che ci vorrà mai, direte voi! Beh, lo scopriamo insieme nel prossimo articolo.


3. La prima volta che ho assaggiato un dolcetto "Corna di gazzella" è stato proprio in Marocco, più precisamente a Marrakech. La prima sera che sono arrivata ho partecipato ad un walking tour gastronomico, per scoprire i sapori e gli odori tipici locali, ma anche le tradizioni e i prezzi! Curiosi di saperne di più? Trovate le informazioni qui.


La ricetta Corna di Gazzella è personalizzabile: questi, ad esempio, sono stati passati nei semi di sesamo!

Beh viaggiatori, impossibile invitarvi tutti da me per un assaggio, ma quando proverete la ricetta avrei piacere di sapere che ne pensate! E se pubblicate qualche foto ricordatevi di taggarmi, che sia su Instagram o su Facebook, così avrò modo di ricondividervi e di ringraziarvi! Sì, ringraziarvi, perchè c'è niente di più bello che avere la conferma che un buon piatto possa unire persone in tutte le parti del mondo.


Al prossimo assaggio di culture, ci vediamo sulla pagina di gastronomia!


Giada, World travel to be more.


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02 mag, 09:00
Fusignano
Palme su una spiaggia
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La mission di "World travel to be more"

Travel blogger e travel coordinator, insieme al lavoro anche tutta la mia vita gira attorno alla sfera dei viaggi. 

Multipotenziale ed ipersensibile, ho fatto delle mie emozioni altalenanti il mio punto di forza. Viaggiando da sola in luoghi meno battuti, ho consolidato l'idea che i confini debbano esistere solo sulle mappe. Mi sposto in solitaria per godermi tutte le occasioni che il mondo ha da offrirmi, per migliorare come essere umano e come viaggiatrice consapevole. 

In una società dove sono per lo più le cattive notizie a darci il buongiorno ogni mattina, condivido aneddoti su persone incontrate e nuovi luoghi conosciuti. Tra un itinerario e l'altro, viaggio con le tradizioni da casa, e vi porto con me attraverso letture, visioni e ricette di altre culture. 

Credo nel potere delle persone, sostengo che ogni viaggio ci renda esseri umani migliori. Voglio provarlo a quanti più lettori possibili, articolo dopo articolo e, per chi ne avrà piacere , un viaggio di gruppo alla volta. 

Viva la vita!

"You only live once, but if you do it right... once is enough."

Giada.

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