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PIZZA NAPOLETANA: ricetta e curiosità, festeggiamo l'anniversario.

La prima "pizza" risale circa al 4500 a.C. .

Ma com'era fatta? Com'è stata inventata? E perché ne parliamo proprio ora? La pizza Napoletana è stata riconosciuta come specialità tradizionale dall'Unione Europea nel 2010 e setti anni dopo è stata proclamata Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO. Questo mese si celebra la festa di questa arte culinaria tipica della tradizione Partenopea.


PARLIAMO DI PIZZA:

  1. Perché questa settimana?

  2. A quando risale la prima pizza?

  3. Scopriamo la ricetta

  4. Consigli

  5. Curiosità

  6. Altre ricette dal blog


1. PERCHÉ NE PARLIAMO PROPRIO QUESTA SETTIMANA?

Ebbene abbiamo una data ufficiale. Il 17 di Gennaio è stato istituito "giornata mondiale della vera pizza napoletana". La scelta di questa data come Pizza Day, la si deve a Sant'Antonio, considerato patrono dei pizzaioli e festeggiato nel medesimo giorno.

Per l'occasione, l'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) ha indetto una maratona di 24 ore a cui prenderanno parte 15 master class gratuite. Sarà possibile seguire l'evento in streaming da tutte le parti del mondo. Le lezioni saranno disponibili in 12 lingue differenti, per poter portare l'arte tradizionale del pizzaiolo napoletano, vanto per l'Italia intera, in tutti i Paesi.


Una pizza cotta in forno a legna è generalmente più apprezzata.

2. QUESTIONE DI QUALCHE ANNO FA

La pizza ha origini antiche, anzi antichissime. Se dovessimo farle spegnere le candeline, quest'anno soffierebbe circa 6000 lumini: pare che i primi pizzaioli furono gli Egizi. Dopo aver scoperto il segreto della lievitazione, iniziarono a cuocere l'impasto dandogli una forma tondeggiante, decisamente simile alla nostra attuale pizza. Il suo nome era "pita".

Al popolo Egizio dobbiamo un'altra grande scoperta, quello dell'accostamento alla bevanda ideale! Grandi bevitori di birra, furono i primi ad accompagnarla alla pita.

Tuttavia, è solamente nel corso del '700 che la ricetta si sviluppò, raggiungendo la somiglianza della pizza come la conosciamo oggi. Questo, perché fu proprio in questo periodo che venne scoperta l'America, e con lei i prodotti delle sue terre, come i pomodori.


3. VEDIAMO INSIEME LA RICETTA

Pizza bianca, stesa, al tegamino, alla romana, fornarina, focaccia, con impasto all'acqua di mare o con le farine più disparate. Ad oggi, esistono tantissimi modi di fare una pizza, ma noi insieme vediamo solo la versione originale, per poter gustare una buona pizza fatta in casa con le nostre mani.


Ingredienti per 3 pizze 200 gr farina di Manitoba

300 gr farina (più q.b. per tenere il piano di lavoro ed il panetto asciutto)

400 ml d'acqua

3 gr di lievito fresco

11 gr di sale fino

1 cucchiaio di olio extravergine

1/2 cucchiaino di zucchero


Condimento

300 gr di fiordilatte (peso da sgocciolato)

360 gr di pomodori pelati

foglie di basilico fresco

olio q.b.

sale fino q.b.


Procedimento.

Chi ha già letto l'articolo sulle Donuts Americane, ha già testato l'importanza della lievitazione dell'impasto. Il passaggio iniziale sarà lo stesso anche per questa ricetta: creiamo prima un composto che lasceremo risposare per più ore, a cui andremo ad aggiungere il resto degli ingredienti in un secondo momento.


Prima fase.

Setacciate le farine ed unitele in una ciotola, mescolandole con cura.

Toglietene 100gr che useremo nella seconda fase. Ai primi 400gr aggiungete lo zucchero e mischiate il tutto.

Sciogliete 2 gr di lievito fresco nell'acqua a temperatura ambiente e versatela poco alla volta nella ciotola con farina e zucchero, continuando a girare l'impasto fino ad ottenere un composto appiccicoso. Coprite bene e lasciate riposare in un posto caldo fino a quando il volume non sarà triplicato (solitamente impiega almeno 6 ore).


Seconda fase.

Fate sciogliere il lievito rimasto in un cucchiaio d'acqua e versatelo sui 100 gr di farina che avevate messo da parte. Spostate il tutto su un piano di lavoro spolverato di farina e unite il composto lievitato avendo cura di mescolare bene l'impasto. Lavoratelo sbattendolo sul tavolo e piegandolo su se stesso più e più volte.

Se risulta difficile da maneggiare perché troppo appiccicoso, aggiungete una spolverata di farina poco alla volta durante la lavorazione. (Ecco la farina q.b. di cui parlavamo nella lista degli ingredienti!). Questo quantitativo ha diverse variabili, quindi non stupitevi se dovrete metterci mano più volte, prendete confidenza con la ricetta attraverso mani ed occhi.

Adesso aggiungete l'olio e il sale e mescolate bene tutto il composto fino ad ottenere un panetto dall'aspetto liscio.


Terza ed ultima fase.

- Se volete far riposare l'impasto più tempo: lasciatelo maturare in frigorifero chiuso con pellicola fino a un massimo di tre giorni. Quando lo estrarrete ricordatevi di farlo stemperare per almeno un'oretta e, con una spolverata di farina, provvedete a ripiegarlo su stesso 4 volte per risvegliarlo. Una volta pronto, scegliete se usarlo come impasto unico o in più porzioni (vedi la divisione in panetti qualche riga più in basso, non c'è bisogno di far riposare ancora).

- Se lo usate subito.

Se la vostra pizza finirà in una teglia unica, coprite il panetto con la pellicola e lasciate lievitare in una zona calda della casa per un'ora.

Se la vostra intenzione è quello di farci invece tre pizze, tagliate il composto in tre parti uguali, che risulteranno circa di 260-300gr l'uno. Smussate gli angoli lavorando appena il panetto per renderlo tondeggiante, coprite con pellicola e lasciate riposare per almeno un'ora in una zona calda della casa.


Condimento.

Accendete il forno a 200°.

Frullate i pomodori e versateli in un ciotolino che condirete con un filo d'olio e un pizzico di sale.

Tagliate il fiordilatte a pezzetti, fatelo sgocciolare e tamponate per asciugare.

Stendete l'impasto con il mattarello se non siete in ottimi rapporti con la cucina, altrimenti provate a mano. Battete dal centro verso l'esterno con il pollice, avendo modo di lasciare circa un paio di centimetri per il bordo esterno.

Non appena sarà abbastanza estesa versate un paio di cucchiai di condimento al centro, avendo cura di spargerlo senza coprire i bordi. Infornate. A circa metà cottura aggiungete il fiordilatte.

A pochi minuti da fine cottura, adagiate le foglie di basilico.


I tempi di cottura possono variare a seconda della temperatura e dello spessore dell'impasto. Il consiglio è di tener monitorata la pizza in forno calcolando un tempo minimo di 20 minuti. Se il vostro forno raggiunge temperature più alte potete utilizzarle, ricordando che i tempi di cottura si accorceranno notevolmente. Contate che un forno a legna raggiunge i 400° gradi, ecco perché le pizze possono essere pronte in pochi minuti.


Cornicione alto, cornicione basso. Il mondo si divide nella preferenza sul bordo. E voi cosa preferite?

4. CONSIGLI

Chi ha letto altre ricette già lo saprà, ma è sempre bene ricordarlo: sale e lievito vanno miscelati in due momenti ben distinti! Più precisamente il sale alla fine di tutto, una volta che gli ingredienti saranno ben amalgamati. E se il sale impedisce la lievitazione… lo zucchero la favorisce. Quindi non scordate di usare entrambe gli ingredienti!

Capita che di ritorno dal ristorante si faccia fatica ad addormentarsi o che addirittura ci si svegli continuamente durante la notte. "Mi è rimasta pesante la pizza di ieri sera, forse" diciamo solitamente. Ma perché rimane difficile da digerire? Fuori da alcuni locali è possibile leggere la scritta "Pizza lievitata 48 ore", ed ecco il segreto. Fate riposare il vostro impasto più tempo possibile, preparatela addirittura il giorno prima o anche due se riuscite e vedrete che non vorrete mangiare altra pizza che la vostra!


5. CURIOSITÀ

- Al giorno d'oggi, tra allergie, intolleranze e preferenze varie, abbiamo modo di scegliere quale farina venga utilizzata per l'impasto. Eppure pensate che stranezza, fino a pochi anni fa la pizza veniva consumata solamente con impasto di grano, anche se in origine… era proprio di farro.


- La pizzeria più antica del mondo si trova a Napoli e si chiama Port'Alba. Nacque nel 1738 e dava la possibilità di acquistare e portare via il pasto. Fu solo quasi 100 anni dopo, che vennero aggiunti tavoli e sedie dove i clienti potessero accomodarsi e gustare la pizza sul posto.


- Il tipo di pizza più antico è sicuramente la marinara. Il suo nome non indica alcun ingrediente di mare al suo interno, ma deriva dai suoi migliori consumatori: i marinai. Pescatori di ogni genere si concedevano una pizza calda al loro rientro in porto.


- Ah, e allora perché la Pizza Margherita è così famosa? Siamo negli anni di fine '800 ed il pizzaiolo Raffaele Esposito crea una pietanza salata in onore della Regina Margherita di Savoia. Quali colori più appropriati per Sua Altezza, se non quelli della bandiera Italiana?


- Vi affascinano i record? Sulla pizza ne esistono tantissimi, i due più strani e famosi sono forse quelli che seguono. Los Angeles detiene il record per la pizza più lunga al mondo, con un totale di 2chilometri per un peso di 7800 chili. Pensate che la farina usata per l'impasto è stata la stessa con cui era stato raggiunto il record l'anno prima da un'altra città, questa volta Italiana… Napoli! Ma il record più assurdo spetta forse a Lucy Clough di Feltham, che cucinò una pizza vegetariana e la consegnò… a 16.949chilometri di distanza, in una casa di Melbourne. La consegna impiegò due giorni, partita il 27 Novembre arrivò a destinazione solamente il 29. Quanto sarà costata secondo voi?


Pochi ingrendienti, formano poesia. Un vanto Nazionale, la pizza.

6. ALTRE RICETTE DAL BLOG

Se vi siete persi le altre ricette proposte ad oggi, ecco il link alle tre precedenti.

- Donuts Americane

- Pasteis de nata Portoghesi

- Açai Bowl Brasiliane

Nella sezione del blog "Gastronomia dal mondo" troverete due articoli nuovi al mese con ricette testate da me in prima persona e consigli super veritieri su cosa fare e cosa evitare.

Quando pubblicherete uno dei piatti, ricordate di taggarmi su Instagram e su Facebook! Sarà un piacere ascoltare la vostra opinione e condividere la vostra foto! Buon appetito a tutti viaggiatori, e alla prossima settimana con un nuovo gustoso articolo.


Travel to be more, Giada.



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